Cause di impugnazione

La rinuncia dell’eredità è impugnabile. Il nostro ordinamento prevede la possibilità di impugnazione sia da parte dei creditori del rinunciante (art. 524 c.c.) sia da parte del rinunciante stesso (art. 526 c.c.).

La possibilità di impugnare la rinuncia concessa ai creditori svolge un ruolo di tutela per questi ultimi. Tramite l’autorizzazione da parte del tribunale possono accettare l’eredità nel nome e nel luogo del rinunciante, loro debitore, per soddisfarsi, fini alla concorrenza dei loro crediti, attraverso i beni ereditari. Tale diritto si prescrive in 5 anni che decorrono dalla data della dichiarazione di rinuncia dell’eredità.

Il rinunciante all’eredità può impugnare, invece, solo nel caso in cui la rinuncia sia una conseguenza di violenza e dolo subiti. Il termine per impugnare la rinuncia si prescrive in 5 anni che decorrono dal giorno in cui è cessata la violenza o scoperto il dolo.

Paolo Bertoli