Caratteristiche e relativi effetti

La rinuncia all’eredità è una dichiarazione che attesta la volontà del chiamato di rinunciare all’eredità. La rinuncia, come disciplinato dall’articolo 520 c.c., deve essere libera da condizioni e da termini e non può contenere alcun tipo di limitazione a pena di nullità.

È considerato invece, un caso di accettazione tacita la rinuncia ai diritti di successione da parte del chiamato all’eredità in favore soltanto di alcuni dei chiamati dietro un corrispettivo.

Come l’accettazione dell’eredità, la rinuncia si prescrive in 10 anni dalla morte del defunto. Tale termine può essere ridotto se, chiunque abbia interesse faccia richiesta all’autorità giudiziaria di fissare una data entro la quale il beneficiario debba dichiarare se accettare o rinunziare all’eredità.

Decade dal diritto di recedere colui che abbia sottratto o nascosto alcuni beni ereditari, venendo così considerato erede puro e semplice.

La rinuncia si riterrà eseguita solo all’esistenza di una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale nel cui circondario si è aperta la successione che dovrà essere inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso Tribunale.

Il costo per la rinuncia all’eredità varia in base al metodo scelto per effettuarla. Se la rinuncia è fatta tramite un notaio, il costo è rappresentato dal pagamento del servizio fornito. Se fatta, invece, tramite il Tribunale, bisogna effettuare un versamento pari a euro 168,00 con il modello F23 per la registrazione all’Agenzia delle Entrate e una marca da bollo da euro 14,62.

La rinuncia all’eredità comporta degli effetti sulla suddivisione dei beni ereditati:

  • se la successione è legittima, la parte cui il chiamato rinuncia dovrà essere ripartita equamente fra i coeredi, salvo il diritto di rappresentazione che permette il subentro dei discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente nel caso in cui quest’ultimo non possa o non voglia accettare l’eredità.
  • se la successione è testamentaria, l’eredità rinunciata è spartita tra altri coeredi testamentari salvo che il de cuius non abbia disposto diversamente nel testamento. In mancanza di eredi testamentari la parte di eredità rinunciata si devolve agli eredi legittimi.

La rinuncia all’eredità ha effetti retroattivi, ossia opera come se il beneficiario dell’eredità non fosse mai stato chiamato. Restano validi gli atti di conservazione, di vigilanza, di amministrazione temporanea compiuti dal chiamato prima della rinuncia ai sensi dell’art. 460cod. civ. Chi rinuncia all’eredità può comunque mantenere la donazione fatta in suo favore o il legato a lui fatto fino al valore massimo della porzione disponibile.

La rinuncia, a differenza dell’accettazione, può essere revocata entro i termini previsti, salvo che non sia stata acquisita da altri soggetti chiamati all’eredità (art. 525 c.c.).

Paolo Bertoli