Sequestro preventivo e Trust

Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza n. 21621 depositata 27 maggio 2014

La Suprema Corte di Cassazione Penale è intervenuta in materia di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, sui beni conferiti in trust ma rientranti di fatto ancora nella disponibilità del soggetto indagato ed utilizzati per attività illecite.

In effetti, il presupposto ineliminabile per un trust efficace e valido è che il disponente perda la disponibilità di quanto conferito.

Gli Ermellini hanno dichiarato che “sono assoggettabili al sequestro preventivo finalizzato alla confisca di cui all’art. 416-bis, comma 7, c.p., partecipazioni a società trasferite in un trust, quando sussistono elementi indiziari sintomatici di una correlazione tra l’oggetto di tale atto di destinazione e la ipotizzata attività illecita, che consentono di ritenere fittizia l’operazione negoziale in ragione della persistente disponibilità dei beni in capo ai precedenti amministratori della società.

La Corte precisa poi che per individuare il suddetto nesso fra l’oggetto del negozio di destinazione e l’attività criminosa – tale da far ritenere fittizio e simulato il trasferimento fiduciario – è appunto possibile ricorrere all’individuazione di alcuni indici quali, ad esempio, la coincidenza fra i disponenti e i beneficiari del “trust”, la continuità del controllo societario magari attraverso lo schermo di un rapporto lavorativo e la coincidenza di interessi economici con altre società riconducibili ai conferenti.

Serena Silvestri

By |2018-04-10T13:47:15+00:00Aprile 4th, 2018|Trust|0 Comments

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